A vederla non si direbbe
Posted by admin in recensioni, segnalazioni on 12 10th, 2009| icon3No Comments »

Pubblicato il 9 Dicembre 2009 a firma di Tiziana Petrini sul sito Leggere Leggerci

Titolo: A vederla non si direbbe
Autore: Silvana D’Angelo
Editore: Topipittori
Collana: Gli anni in tasca
Pagine: 72
Anno di pubblicazione: 2009
ISBN: 978 88 89210468

All’inizio il titolo scelto da Silvana D’Angelo per il suo romanzo indubbiamente ci incuriosisce, soltanto poi diventa sostanza del racconto. A fine lettura il sentimento che prevale è di gioia per aver scoperto e condiviso, seppur “sulle righe”, un vissuto straordinariamente vitale come è stato quello dell’infanzia e dell’adolescenza della scrittrice, che riesce a fornirci, attraverso un’accurata e profonda ricostruzione, un’immagine unica ed irripetibile di questi due periodi (…avrei dovuto guardarli meglio tutti, o più a lungo, forse, ma quando sei bambino non vivi il presente con nostalgia. Solo gli adulti lo fanno).
Il ritmo incalzante ed il periodare fluido ci proiettano in momenti diversi della sua vita: in famiglia, nella sua camera (qui trovavo una pace perfetta), immersa nella lettura dei suoi amati libri, con gli amici (i più cari sono tutti animali), o nel “magico” paese di Colle d’Anchise (un luogo in cui i desideri più profondi si realizzavano, quasi prima di formularli) ma, soprattutto, sembra di vederla giocare nel cortile di casa in Via Pitagora, alla periferia di Milano, dove è trascorsa gran parte della sua infanzia e dove sono nati i primi rapporti sociali ed i legami più profondi. La narrazione diventa sempre più coinvolgente per il lettore, che scopre i sentimenti, le emozioni, le sensazioni provate dalla scrittrice, condividendone i momenti di gioia e di sofferenza. Sono proprio questi ultimi ad essere particolarmente struggenti per Silvana D’Angelo bambina poiché, a causa del suo sentirsi inadeguata e non accettata dagli altri (sei grassa e sei pure stupida) aveva un rapporto non sempre facile con il mondo esterno.

Eppure l’amore per i libri (più volte evocati nel romanzo) e la citazione iniziale di Italo Calvino – Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane – tratta dal “Il Visconte Dimezzato”, ci indicano quanto la letteratura abbia contribuito a nutrire e far crescere la scrittrice che oggi, ripensando a quella sofferenza così dirompente, ne dà una diversa e più leggera rilettura, individuando, invece proprio nell’adolescenza e nell’infanzia, i periodi più rappresentativi di tutta la sua vita, riconoscendovi e ritrovandovi l’espressione e l’immagine più autentica di sé.
Se è vero come Calvino diceva, che tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra, nella narrazione autobiografica di Silvana D’Angelo l’infanzia e l’adolescenza sono passaggi che hanno realizzato una delle sue parti migliori.

(t.p.)