Velluto-Storia di un ladro
Posted by admin in recensioni on 01 13th, 2009| icon3No Comments »

Case di Velluto

Il ladro Velluto penetra nelle case, le segue, ne annusa l’odore e ne carpisce l’atmosfera. È un ladro gentiluomo e non tocca nulla, ma cerca l’anima e l’identità della casa. Alla caccia, naturalmente, della ‘propria’ identità e della ‘propria’ anima. In tutto questo, seguendo un amico fedele, il proprio naso. Velluto segue la ballerina Corinne e entra nella sua casa, una casa accogliente e ospitale, si riconosce dal buon odore. Perché “… una casa felice è una casa ospitale. Appena ho scavalcato la finestra mi ha colpito l’odore dell’olio di noci con cui lucida i mobili, quello della lavanda nei cassetti della biancheria…

Ed è una casa molto particolare quella di Corinne e di Claude, il suo compagno (ce lo raccontano Silvana D’Angelo, testi, e Antonio Marinoni, disegni, nel libro appena uscito da Topi Pittori), una casa museo, ingombra di oggetti e di storie, dai lunghi corridoi che fanno penetrare nelle allegre stanze abitate, ma che vivono, i corridoi dove si aggira beatamente furtivo il nostro ladro gentiluomo, anche una vita di relazione propria con le lampade che fanno locchiolino ai quadri alle pareti, ale poltrone, ai tavoli, agli oggetti.
I disegni di Marinoni sono bellissimi e, nel senso buono, quasi maniacali. Non lasciano nulla di inespresso, sono tratteggi fitti e precisissimi che rimandano a certo surrealismo di Magritte, di Max Ernst, di Savinio. E infatti i quadri di questi artisti sono alle pareti ma non sono certo soli perché su un tavolo si vede un reliquiario di Giò Ponti, in un angolo, accanto a una pianta, una scultura di Fausto Melotti, e poi lampade di Vico Magistretti, di Gae Aulenti e Achille Castiglioni, poltrone di Joe Colombo e di Gaetano Pesce.

Era questo un esperimento già tentato qualche anno fa da Steven Guarnaccia che aveva disegnato un Riccioli d’oro e i tre orsi all’interno di una casa arredata da un ‘architetto’, in tutta evidenza fan del Movimento moderno. Quello che in Guarnaccia sembrava però un espediente intellettuale e un gioco dell’ingegno, per Marinoni è una necessità espressiva; riportare il mondo degli oggetti che si amano, e che si sono scelti, all’interno di un ‘segno’ che tutti li comprenda e offra loro una nuova opportunità.

Le ‘cose’ che Marinoni ci mostra, e che fanno vivere la casa di Claude e Corinne, non sono mai in proscenio; sono l’humus dove Velluto svolge la sua storia e cerca la sua anima. Ma quel segno maniacalmente intrecciato, quella ricerca puntigliosa di un comun denominatore narrativo, ci fanno credere che, tutto sommato, quel mondo Marinoni e D’Angelo (molto bello, tra parentesi, il testo, in equilibrio tra la poesia e il racconto, tra l’evocazione e la suggestione) lo abbiano già trovato.

Silvana D’Angelo, Antonio Marinoni, Velluto, Storia di un ladro, Topi Pittori, euro 16,00.

Pubblicato il 26.05.07 su SocialDesignZine