A vederla non si direbbe
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Pubblicato il 29 Novembre 2009 sul sito Lettteratura per ragazzi a firma di Paola Predicatori

A vederla non si direbbe

Silvana D’Angelo

Editore: Topipittori

Anno: 2009

Collana. Gli anni in tasca

Pagine: 154

ISBN: 987 88 89210 46 8

Inaugurata agli inizi del 2009, la collana “Gli anni in tasca” di Topipittori ha già portato nelle librerie sei romanzi. Nata con l’intento di dare spazio a narrazioni autobiografiche sull’infanzia, ogni autore racconta la propria, ripercorrendo una geografia privata e intima fatta di luoghi, di persone e di quei momenti che l’hanno resa unica.

“A vederla non si direbbe” di Silvana d’Angelo, già autrice per Topipittori di alcuni albi illustrati, si colloca perfettamente in linea con gli altri romanzi e ne replica la qualità di scrittura.

Diviso in sei parti e in un crescendo di lirismo e nostalgia, l’autrice ci guida in un percorso della memoria nel quale la consapevolezza e la maturità dell’adulto sanno portare alla luce ogni zona d’ombra. Dalla bambina grassa che sente quasi di appartenere a un’altra specie (“ero una zucca che cresce da sola, per terra”), passando per i luoghi e i nomi dell’infanzia, ogni parte del romanzo ne esplora i temi fino all’ultimo e splendido capitolo dove la lontananza crea il racconto di un’ età dorata nella quale le cose, così come si conoscono la prima volta, assumono i contorni e la luce del mito.

In un’aperta confessione dei propri ricordi e delle proprie emozioni, Silvana d’Angelo non tralascia nulla: il rapporto con il proprio corpo e quello con gli altri, coetanei e adulti; le amicizie e gli affetti; la scoperta dei propri talenti e il ricordo dei momenti di solitudine e di frustrazione; la casa dell’infanzia vissuta e narrata come spazio che contiene e che allo stesso tempo si fa contenuto del corpo che ne assimila ogni angolo e oggetto; e, in ultimo, i ricordi legati a Colle d’Anchise, il paese di origine del padre, dove la memoria conserva i momenti perfetti dell’infanzia e ne custodisce i desideri.

Limpida e controllata (a tratti severa), la narrazione tocca sempre corde profonde e si rivela adatta, per stile e temi trattati, a un vasto pubblico di lettori, più o meno giovani. (Paola Predicatori)

Lì distesa al buio, da sola, nel mio lettino, cercavo di immaginare come sarebbe stato avere accanto a me una persona speciale, per cui sarei stata speciale anch’io. Una persona che mi avrebbe capito più e meglio di un amico. Uno che avrei sentito vicino all’anima – molto più di una sorella. Qualcuno da accarezzare come un gatto. Insomma, ormai pensavo anch’io che l’amore esistesse. Forse, avrei anche saputo descriverlo. L’amore era una zampata al cuore.